Gli eterni incompiuti dei videgames ipad

Gli amori impossibili sono quelle storie che non sono mai decollate , sentimenti rimasti sospesi a cui ogni tanto pensiamo con affetto e malinconia . Tanti poeti si sono cimentati nel raccontare questi sentimenti incompiuti e ne sono venute fuori opere meravigliose, brani, film e versi di rara bellezza.

L’amore è sempre amore , anche se non è condiviso, se non sboccia o non funziona, è qualcosa che nasce in noi e in qualche modo riesce a restare senza creare scompiglio. Un amore può lasciare un ricordo positivo anche se è finito o se non è mai sbocciato, se non si è scontrato con la vita e non è stato messo alla prova nella quotidianità .

Vediamo insieme una raccolta degli aforismi sugli amori impossibili , frasi bellissime e romantiche che potete dedicare ad un vecchio amico o ad un amore passato con cui in qualche modo siete rimasti in contatto.

Il principe angioino, venuto in Toscana, tra il febbraio e il marzo del 1294, incontro al padre suo che tornava dalla Provenza, fu molto festeggiato a Siena e in Firenze da cavalieri fiorentini messi ai suoi ordini dal comune: fra essi dové esser D., che ebbe, sembra, dal giovine principe tali manifestazioni di simpatia da ingenerare in lui le più lusinghiere aspettazioni.

La Vita nuova ha anche un'importanza storica come opera che meglio determina i caratteri della scuola dello "stil novo" quanto al concetto d'amore e quanto al concetto dell'arte (D. parla anche in nome di Guido Cavalcanti, a cui il libro è dedicato); né è senza importanza per la sua forma stessa di libro di ricordi e confessioni, che viene a porsi accanto ai romanzi dell'amore cortese e ai cantari cavallereschi provenienti d'oltre Alpe.

De vulgari eloquentia . - Lo stesso sentimento che moveva Dante a esaltare il volgare italico nel Convivio , lo mosse pure a tentare d'avviarlo a "stabilità" e a dargli regole, quasi come per il latino, nel De vulgari eloquentia . Intendeva condurre innanzi quest'opera contemporaneamente all'altra, ma non ebbe per essa le tante ragioni di scriverla in volgare che enumerò per il commento alle canzoni: il nuovo trattato si rivolgeva, non a principi e gentiluomini, ma a gente di studio, e poteva e doveva quindi essere scritto nel linguaggio della scuola. Ne fu steso il primo libro e buona parte del secondo; a un quarto si rimanda in II, 1v, 1, né sappiamo se dovesse esser l'ultimo.

I promessi sposi è un celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni , ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana . [1] Preceduto dal Fermo e Lucia , spesso considerato romanzo a sé, fu pubblicato in una prima versione nel 1827 (detta edizione ventisettana); rivisto in seguito dallo stesso autore, soprattutto nel linguaggio, fu ripubblicato nella versione definitiva fra il 1840 e il 1842 (edizione quarantana).

Ambientato tra 1628 e il 1630 in Lombardia durante il dominio spagnolo , fu il primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana . Secondo un'interpretazione risorgimentista il periodo storico era stato scelto da Manzoni con l'intento di alludere al dominio austriaco sull' Italia settentrionale . Quella che Manzoni vuole descrivere è la società italiana di tutti i tempi anche con le imperfezioni di adesso. [2]

Il romanzo di Manzoni viene considerato non solo una pietra miliare della letteratura italiana , ma anche un passaggio fondamentale nella nascita stessa della lingua italiana. Nei dialoghi riporta anche diversi esempi di parlato spontaneo non ammissibili nella lingua standard , tra cui il frequente uso dell' anacoluto . È considerata l'opera più rappresentativa del Risorgimento , del romanticismo italiano e una delle massime della letteratura italiana. Dal punto di vista strutturale è il primo romanzo moderno nella storia di tutta la letteratura italiana. Ebbe anche un'enorme influenza nella definizione di una lingua nazionale italiana . [3]

Silenzi siderali sopra la sera estiva;
io ne vivo l’incanto
con la mente e lo spirito.
Non ho altri pensieri;
mi avvolge il mistero della notte;
mi abbandono al silenzio.
Cammino lentamente per meglio
sentire un alito fra le ombre:
la voce dei miei morti
che mi giunge e mi scuote.
Ne riconosco il tono.
Al mio fianco nessuno cammina,
ma i passi nel cuore ritmano in simmetria.
Accade tutto in un momento.
Mi fermo per godere l’abbraccio del respiro.
Poi niente più voce né passi
nel silenzio della notte
dove i morti mi sono parsi vivi.

È già lontano il sorriso
della dolce estate
che denudava l’amore
sotto le stelle tremule
ai respiri dell’acqua
lungo la battigia.

Autunno, portami
sulle ali degli uccelli migratori
ai caldi lidi: ho ancora sete
di luce e d’albe chiare.